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Fringe benefits e piani di welfare

Il testo analizza i più diffusi “Fringe benefits” e “Piani di welfare” ai fini civilistici, contabili, contributivi e fiscali, per il datore di lavoro e il dipendente, guidando alla corretta applicazione dei relativi trattamenti tributari. In primo piano, inoltre, gli aspetti connessi al diritto del lavoro, alla contrattazione collettiva e individuale e alla valutazione dei benefici in caso di fine rapporto.

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Utilizzati più di frequente con il sopraggiungere della crisi economica, possono essere considerati strumenti alternativi agli aumenti di stipendio, e si concretizzano, in pratica, in risparmio sul costo del lavoro per l’azienda e vantaggi di vario genere per il dipendente e il suo nucleo familiare, come l’impiego di soluzioni complementari al sistema di welfare pubblico. A incentivare il loro utilizzo anche le ultime leggi di bilancio. Per semplificare, possiamo dire che i fringe benefits “sono beni in natura” offerti in aggiunta alla normale retribuzione al singolo dipendente, i piani di welfare aziendale, invece, sono concepiti come sostegno collettivo a favore del personale e dei familiari. La guida operativa di Ipsoa analizza i più diffusi “Fringe benefits” e “Piani di welfare” ai fini civilistici, contabili, contributivi e fiscali per il datore di lavoro e il dipendente. Il testo guida alla corretta applicazione delle diverse tipologie di tassazione a carico del lavoratore e indica all’impresa quando e in che misura può usufruire di deduzioni e detrazioni. Ma non solo, in primo piano anche gli aspetti connessi al diritto del lavoro, alla contrattazione collettiva e individuale e alla valutazione dei benefici in caso di fine rapporto.
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